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Tatuaggio all'henné

Un'alternativa al tatuaggio permanente è l'henné. Il tatuaggio all'henné, tipico delle aree medio-orientali, non è doloroso e ha una durata variabile da due settimane a un mese. Per secoli questa tecnica è stata utilizzata per fini estetici e religiosi. Ecco una guida che vi darà informazioni su questa pratica molto antica.

Origini del tatuaggio all'henné

Anticamente l'henné era una pratica riservata a re e sacerdoti del mondo antico; successivamente raggiunse i popoli di età romana e poi venne condannata dalla chiesa cattolica come usanza pagana, figlia della stregoneria. Originariamente il tatuaggio all'henné venne utilizzato dalle popolazioni dell'area sahariana, come pianta medicinale e per tatuaggi in occasione di feste e eventi sacri. Successivamente lo si praticò in Mesopotamia, poi dagli Ebrei e dagli Egiziani (i capelli della mummia di Ramesse II erano stati tinti con l'henné). In Cina le donne dipingevano fiori sulle unghie, mentre in Vietnam si smaltavano i denti di nero, usando una tintura economica di henné addizionato con additivi annerenti; nel XII secolo l'henné arrivò anche in India. Attualmente questa pratica ha conquistato anche le mode Occidentali.

Tatuaggio all'henné: impasto e avvertenze

L'impasto utilizzato per realizzare questo tipo di tatuaggio è formato da una miscela di polvere di henné (occorre essere muniti di foglie di Henné ben essiccate da macinare molto finemente oppure di polveri già pronte per l'uso), impastata con acqua tiepida, e un cucchiaio di succo di limone, usato come fissatore per aumentare la durata della colorazione; per agevolare maggiormente la penetrazione dell'impasto è consigliabile utilizzare un po' di alcool per alimenti. Il composto deve essere pastoso e l'esecuzione del disegno va fatta con una siringa apposita con beccuccio fine in plastica o, in alternativa, una siringa di grandi dimensioni a cui è stato asportato l'ago metallico. L'henné è pericoloso unicamente nei casi in cui si è allergici alla pianta specifica; prima di effettuare il tatuaggio vero e proprio, è in ogni caso consigliabile effettuare un test su una piccola porzione di pelle. Alcuni tatuatori inseriscono nell'impasto additivi chimici come il para-fenilendiammina (Ppd). Nei casi di presenza di Pdp, possono insorgere gravi allergie ritardate con comparsa, 15 giorni dopo il tatuaggio, di un eczema che riproduce il motivo del disegno tracciato con l'henné.

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