Piastrelle biocompatibili
Le piastrelle con cui, comunemente, completiamo le pavimentazioni ed i rivestimenti delle nostre abitazioni, per dare il cosiddetto l’effetto “smaltato”, sono state sottoposte ad un trattamento particolare a base ossidi di varia natura, costituiti da molteplici elementi quali: arsenico, cadmio, piombo, alluminio, cromo, cobalto, rame, nichel, magnesio, manganese, titanio, uranio, zinco, zolfo, selenio… alcune piastrelle possono contenere, anche, materiale radioattivo. Tutte queste sostanze, dalla posa in opera delle piastrelle e per molti anni successivi, vengono rilasciate in aria, rappresentando una possibile minaccia alla salute degli abitanti gli ambienti indoor. Inoltre, la smaltatura delle piastrelle impedisce la traspirabilità delle stesse e di conseguenza delle superficie su cui vengono posate e questo, come ben sappiamo, è assolutamente da sconsigliare per il corretto mantenimento dell’equilibrio termo igrometrico della struttura e degli ambienti interni. Per questo è consigliabile limitare l’impiego delle piastrelle smaltate, si consiglia un rapporto pari ad 1/5 della totalità delle superfici, preferendo quegli ambienti in cui vi sia grande quantità di umidità in aria come bagni e cucine. Le superfici di calpestio possono invece essere rivestite con piastrelle in cotto naturale che possono essere trattate in loco mediante un procedimento sgrassante e con impregnanti a base di prodotti naturali e cere adatte.
Ludovica Ambrogetti
20091104
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