Il ritorno del Giradischi
Dato per spacciato sul finire degli anni '80 per "colpa" dell'avvento del CD, il giradischi è rimasto in un sonno latente per una ventina di anni. Ma ultimamente, da oggetto per fissati dell'alta fedeltà, sta ritornando ad essere invece un valido strumento per ascoltare musica di qualità anche nelle case di appassionati di musica meno snob.
La superiorità dell'analogico
Il giradischi rientra ovviamente nel settore dei prodotti analogici, ovvero quella serie di dispositivi che permettono di riprodurre il suono secondo i dettami dell'Alta Fedeltà (Hi-Fi). La riproduzione analogica offre infatti una gamma di suoni di livello decisamente superiore rispetto al digitale, e molto più fedele alla riproduzione "dal vivo": per questo i veri appassionati non possono prescindere dal possedere un giradischi per completare un impianto audio degno di questo nome.
Qualche caratteristica in breve
Il giradischi è l'evoluzione del grammofono: in quest'ultimo il disco ruotava in genere dando una carica a mano alla molla che poi permetteva la rotazione. Nel giradischi invece il motore che permette la rotazione del disco è controllato da un circuito elettronico, pilotato come per gli orologi da un oscillatore al quarzo che offre garanzia di regolarità al movimento. Col trascorrere degli anni naturalmente la tecnologia all'interno del giradischi è evoluta di molto, e ad oggi esistono sofisticatissimi dispositivi elettronici che offrono la totale mancanza di sbavature nella riproduzione del suono.
La parte sicuramente più delicata del giradischi è la puntina, realizzata in diamante, che serve a estrapolare il suono dal solco del disco e riprodurlo portandolo alle casse, passando eventualmente per un amplificatore o un pre-amplificatore.
Marco Baroncini
20091008
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